Articolo pubblicato sulla rivista Pasta e Pizza di Settembre 2015 -
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Articolo pubblicato sulla rivista Pasta e Pizza di Settembre 2015

Articolo pubblicato sulla rivista Pasta e Pizza di Settembre 2015

Nei mesi scorsi, grazie all’amicizia comune con il Maestro della Scuola Italiana Pizzaioli Mario Signorile, abbiamo conosciuto il sig. Livio Pagnoncelli, manager della Cooperativa Lavoro e Solidarietà. Una realtà professionale ed umana davvero sana, operosa ed encomiabile nei suoi propositi e di cui vi parliamo con piacere nel proseguo dell’intervista. Cooperativa Lavoro e Solidarietà si affaccia al mondo della pizza, ed ecco la loro storia ed i loro progetti.

Sig. Pagnoncelli, Le chiediamo di presentare la cooperativa per la quale lavora.

La Cooperativa Lavoro e Solidarietà è stata fondata nel marzo 1983 da genitori di persone disabili con il sostegno dell’amministrazione Comunale di Saronno e della Parrocchia Sacra Famiglia. L’esigenza a cui dare una risposta era creare opportunità di lavoro per disabili psico-fisici allorché raggiunto il diciottesimo anno, che rappresenta il momento critico di uscita dalle strutture che li accolgono (scuole e istituti di riabilitazione) potessero entrare in una logica di valorizzazione sociale.

Com’è nata l’idea di questa cooperativa , che cosa fa e qual è la sua mission sociale?

La CLS LA è nata con lo scopo di creare un’attività di lavoro quale strumento di socializzazione in una logica di condivisione tra disabili e abili in cui il disabile possa avere un ruolo significativo che lo faccia sentire lavoratore autentico non solo per le attività svolte ma anche per lo stipendio ricevuto. L’attività lavorativa messa in atto inizialmente con operazioni di assemblaggio per conto terzi ha avuto una evoluzione in attività industriale grazie alla donazione di macchine per la produzione di scatole di imballaggio industriale in cartone ondulato. Scoprire il mondo delle scatole di cartone e la relativa modalità di produzione, ha fatto intravvedere ai responsabili della Cooperativa la possibilità di inserire persone disabili in questo settore economico perché la ripetitività delle varie lavorazioni, la semplicità dei vari passaggi produttivi, mette a disposizione dei vari soci lavoratori svantaggiati postazioni lavorative con pari dignità degli operatori abili. Costantemente rinnovato il parco macchine costituisce oggi uno scatolificio industriale all’altezza dei tempi con macchine da stampa, centri di lavoro a controllo numerico fino alle stampanti digitali e in grado di produrre imballaggi per svariati settori commerciali. Accanto alla produzione di scatole per imballaggio , si è poi affiancata la produzione di espositori di cartotecnica, dotandosi di attrezzature in grado di garantire l’elevata qualità che un simile prodotto richiede, nonché di un ufficio tecnico/grafico a supporto del reparto di progettazione. La creatività e la capacità progettuale dei tecnici della CLS LA rappresenta punti di forza nel successo della proposta al mercato.

Attualmente in quanti siete e come riuscite a conciliare l’attività lavorativa (che opera in un mercato con regole di business molto stringenti) e lo scopo sociale con cui siete nati?

La forza lavoro attuale consta di 36 persone disabili e 20 abili, a cui sono demandate le attività di progettazione, di programmazione e di commercializzazione, nonché di guida del personale disabile nelle attività lavorative. Per la CLS LA competere sul mercato significa garantire qualità elevata, tempestività nelle consegne, prezzo concorrenziale e questo è possibile grazie alla professionalità del personale abile e all’impegno dei lavoratori disabili encomiabile per la continuità. Nel corso degli anni l’orientamento commerciale è stato rivolto alle nicchie di mercato del packaging quali richieste di scatole speciali, piccoli lotti di produzione, interni e componenti vari di cartotecnica, lavori completi dalla produzione dell’espositore fino al riempimento con i prodotti. I costi di gestione, tipici di un’azienda di medie dimensioni sono in buona parte compensati dall’efficienza organizzativa e dall’attenzione che la CLS LA riceve dal mondo del volontariato,in svariati modi, non ultimo con la donazione del 5 per mille per le società non profit.

Com’è nata l’idea di affacciarsi nel settore pizzeria?

L’idea di differenziare la produzione verso ambiti nuovi, ha sempre orientato e stimolato la CLS LA verso la realizzazione di prodotti innovativi quali per esempio il Greenboarder , rool up ecologico, interamente fatto con carta e cartone ondulato ( www.greenboarder. it) e ultimamente nella produzione di oggetti tridimensionali realizzati combinando opportunamente elementi piani in cartone. Attraverso tecnologie avanzate, quali l’uso del laser, siamo riusciti ad ottenere sagome anche complesse con una precisione elevatissima. Ponendoci il problema di come commercializzare questi giochi in cartone, ci è venuta l’idea di riutilizzo del packaging per creare un gadget e pensando a quale packaging potevamo “sfruttare” è venuto quasi spontaneo pensare alla scatola della pizza d’asporto.

Cosa proponete agli operatori e ai consumatori finali?

Abbiamo quindi progettato e brevettato le scatole della pizza con inserito nel coperchio della stessa i nostri puzzle tridimensionali, riuscendo ad ottenere un duplice obiettivo: quello di offrire un gioco didattico costruttivo e quello più ecologico e di attenzione ambientale, rappresentato dal recupero di una parte dell’ imballaggio industriale. Acquistando una pizza confezionata nella nostra scatola, oltre che a soddisfare esigenze culinarie a cui noi italiani siamo molto affezionati, (siamo conosciuti nel modo per la pizza italiana) si potrà così giocare nella costruzione di giochi tridimensionali di varia natura, da puzzle semplici a puzzle di elevata complessità. Con quali tecniche riuscite a realizzare questa particolare lavorazione? Per ottenere un’altissima precisione dei vari incastri dei particolari che compongono i puzzle, abbiamo optato per una lavorazione nuova nel settore della cartotecnica, il taglio laser. Pertanto dopo le lavorazioni tradizionali di stampa flessografica e di fustellatura , andiamo a laserare il solo coperchio con file da noi realizzati e che riproducono animali, monumenti, oggettistica varia. Questa particolare lavorazione non indebolisce la scatola stessa nè va a modificare le caratteristiche di idoneità alimentare che deve essere garantita per poter essere commercializzata.

Come funziona?

Da un punto di vista pratico, niente di più semplice: per il pizzaiolo nulla cambia in quanto la scatola è identica a quelle attualmente in commercio e per gli utilizzatori finali una volta gustata la pizza, dovranno staccare i vari particolari dal coperchio della scatola e, seguendo la numerazione di montaggio, potranno realizzare puzzle tridimensionali con cui far giocare i propri figli. Da un punto di vista commerciale il pizzaiolo potrà offrire un valore aggiunto al suo prodotto regalando gadget di cartone; i clienti finali si troveranno un gioco educativo da costruire, colorare e fantasticare.
Quali sono le vostre aspettative?

Come pensate possa accogliere questa novità? Ovviamente ci auguriamo che questa novità abbia successo e venga apprezzata la creatività artistica e di attenzione ambientale che questa porterà nel settore. Ci auguriamo pertanto che gli operatori, intravvedendo in questa proposta la valorizzazione del loro prodotto e della loro attività propongano ai loro clienti questo nuovo modo di attrazione e di fidelizzazione e sappiano accogliere questa opportunità per accrescere la loro clientela. Ci auguriamo inoltre che i consumatori finali giocando col cartone riducano lo scarto industriale, migliorando l’impatto ambientale. Certo che dovranno farsi carico di ordinazioni diverse dalla quotidianità : “pronto? …. per cortesia vorrei ordinare tre pizze, una margherita, una capricciosa una siciliana e se possibile la scatola con il mammut perché il triceratopo me la già regalato. Comunque complimenti sia per la pizza sia per la novità della scatola”.